Fino a qualche settimana fa, ero mediamente disperata. Alla fine dell’estate avevo rifiutato un libro per tutta una lunga serie di ragioni e, da allora, niente si era più mosso. Per mesi e mesi, mi sono arrabattata in qualche modo, vivacchiando di sporadiche traduzioni in ambito turistico e poco altro. E insomma, lo ammetto, cominciavo a disperare e a pensare che bisognava passare la primavera e l’estate e poi, eventualmente, mi sarei inventata qualcosa o, forse, mi sarei addirittura reinventata. Ma di colpo, nel giro di qualche giorno, è cambiato tutto. Adesso, per dire, sto lavorando a un thriller psicosessuale e, finito quello, dopo un paio di settimane di salutare stacco, mi tufferò nientepopodimeno che in un romanzo che inseguo dai tempi dell’università. Dunque avrò da fare – e da lavorare – di qui alla fine dell’anno. Troppa grazia, Sant’Antonio.
:)
La vita dei traduttori, certe volte, è un miracolo ;-)
Un giorno scriverò un romanzo su di noi
tanti bacetti fin là
Lup
Beata te! :-)
@calvin: mica me lo dimentico che è anche merito tuo, eh?
@lupessa: tu mi hai portato fortuna, mi sa. e ricambio i baci!
@alice: beata o tapina? si vedrà più in là…
le salite spesso sono seguite da lunghe e distensive discese.
:)
Spero più beata che tapina! ;-)